venerdì 25 maggio 2012

martedì 15 maggio 2012

Dalla finestra.

























Dalla Finestra.
Verticalismi.
(Qui.)

domenica 6 maggio 2012

Interlude#1


venerdì 4 maggio 2012

mercoledì 2 maggio 2012

ComicsWeb N°4 (Aperte le votazioni)




Sul Blog di (COMICSweb) trovate un questionario dove potrete votare le 3 storie preferite del volume N°4.
La mia si trova da pagina 102 a 105 La Scala(ta) del calcio.
Se non avete ancora letto/scaricato fatelo! Più giù nel post N°4 cè il link.














Se vi è piaciuta la mia, bè lasciatemi un voto.
Grazie a tutti. Ale.

domenica 29 aprile 2012

N° 4

























Mi trovate da pagina 102 a 105!
Per scaricare il numero (Qui)

venerdì 27 aprile 2012

Deliri di un fumatore.

"Sapete… è una fottuta stronzata quella che il primo bacio o la prima scopata si fa con la persona giusta. Ho sentito di persone che la prima volta l’hanno fatto con una puttana in tangenziale, quindi non venitemi a raccontare queste stronzate della prima volta o della persona che ami davvero. La prima è sempre quella sbagliata. E anche il posto, fa sempre schifo. 
Candele, rose rosse, lenzuola di seta… Puttanate!
Il posto più romantico cui ho assistito è stato l’abitacolo di una macchina: sedili bucati,
e un abre magique per dare un po’ di profumo, la mia prima scopata. Perché in fondo un po’ romantici bisogna esserlo. Ah… bei tempi quelli. Non serviva molto ed era tutto più vero. Crudo, ma più vero. Nessuno scopava per un motivo, per uno scopo. Era piacere. Puro piacere.
Anni di sigarette e anni di donne, sarò impazzito ma ho iniziato a trovarci un nesso tra tutto questo. Pensateci bene, la prima volta, il primo bacio, la prima sigaretta.
Tremendamente… nocivi, finisci per tossire, per staccarti un attimo e cercare di capire se hai sbagliato qualcosa, o se era così che andava fatto. Allora cerchi di riprovarci perché in fondo, ti è piaciuto. Che qualcuno scrivesse un cazzo di manuale su questo amore di merda. Sai quanti soldi si farebbe quel figlio di puttana? Da sguazzarci come in una piscina, potrebbe pulirsi perfino il culo.
A me personalmente, risparmierebbe un sacco di soldi, e di salute. Soprattutto salute.
Ma poi, che me ne farei? Provate ad allacciarvi una cintura e girare quel maledetto volante con un’angolatura geometrica a 9.15 sul volante, con i pollicioni ben inseriti tra razza e cerchio... forse all’esame, con davanti quel finocchio dell’esaminatore. Ma poi… chi se ne fotte, stronzate che ci infarciscono per farci ammazzare sicuri di non aver commesso errori. Per quel che mi riguarda ho sempre guidato con una mano sul volante e l’altra tra le gambe di qualche puttana e fino ad oggi, non mi sono mai ammazzato. Ora, il vero problema viene fuori, quando non si ha una donna, quando si è soli e credetemi, che mi venisse un cancro ai testicoli, che a tutti ma proprio a tutti capiterà questa cosa. Anche al più fottuto riccone della storia, al più vigliacco figlio di puttana, capiterà di trovarsi lì a letto, solo. Nulla di più semplice, sporcarsi con le proprie mani. 
Pensateci, è così facile. Si inizia a chiederne una agli amici o a qualche conoscente. Una pacca sulla spalla, e avidi si consuma il proprio trionfo. La cosa brutta è quando si inizia a chiedere a persone sconosciute incontrate per strada, aspettando il tram, passeggiando, oppure al parco.
A  volte, se ne chiede anche solo una parte, solo gli ultimi due tiri, tanto per dare un fiato. 
Dopo però te ne accorgi, che vuoi avere solo la tua, in ogni momento. In macchina, in camera, prima di andare a dormire, la vuoi mentre cammini per strada, maledici i locali dove non la puoi tirar fuori e benedici quelli dove tutti la usano senza pudore. Scopri che per ogni situazione ce ne è una diversa ma soprattutto ognuna è diversa dall’altra. C’è quella che ti schifa, quella che dura di più e quella che dura di meno, c’è quella che non te ne accorgi neanche e te ne accendi un altra, c’è quella che non ti serve, quella che la usi solo perché ti stai annoiando, c’è quella di rito, e quella che serve a darti un po’ di tono, quella che tutti si girano a guardarti, e quella che ti puoi anche fottere ma non te la do!


C’era una volta una sigaretta, le sue labbra sapevano di nicotina, aveva i seni piccoli e le mani da pianista, non parlava, stava in silenzio insieme a me. Sentivo solo il suo respiro andare a tempo con il mio, non ricordo la marca, ricordo il sapore, ricordo che forse, non era una sigaretta, forse era una donna."


(Un racconto scritto a getto, una sera. Un pò fuori dai miei standard, ma sono anche questo.)